Guida Biomasse - Guida Biomasse 2010
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1-12-2009
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guida BIOMASSE
dicembre 2009
LA TERMOTECNICA
editoriale
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Il valore strategico delle rinnovabili
La pubblicazione della Direttiva 2008/28/CE del 23 Aprile 2009 rappresenta un’importante conquista per gli operatori della filiera biomassa-energia. Per la prima volta viene riconosciuto a livello europeo il valore strategico della produzione di energia termica da rinnovabili, quale strumento per combattere i cambiamenti climatici. Attualmente la quota di calore prodotto da fonti rinnovabili nell’EU corrisponde al 9%. Aebiom (European Biomass Association raggruppa 4.000 aziende del comparto legno energia in 23 Paesi europei) ha stimato che l’incidenza potrebbe raggiungere il 25% entro il 2020. Ciò implicherebbe una crescita media del 16% di produzione ripartita tra i diversi Stati Membri. Anche in Italia è arrivata una ventata “di calore”; l’attenzione inizia a spostarsi verso gli usi termici. Ne è testimonianza il recente Rapporto pubblicato da ENEA sugli usi termici delle rinnovabili. In un mercato finanziario rigido che ha ridotto l’accesso al credito per le piccole e medie imprese sono stati premiati i più audaci. Del resto, gli impegni europei sono chiari e rigorosi: 17% di produzione di rinnovabile nel 2020, fa ben sperare gli imprenditori della green economy ad una maggiore accelerazione degli iter decisionali e autorizzativi del Bel Paese ed ad un’adeguata politica di incentivi. Non si può pensare, tuttavia, di raggiungere questi obiettivi calcolando esclusivamente il risparmio sull’energia elettrica. In alcuni comparti, quali le biomasse e il biogas è fondamentale sfruttare il calore prodotto contemporaneamente all’energia elettrica; alla politica del promuovere le fonti rinnovabili si deve accompagnare l’aumento dell’efficienza produttiva. Il 2009 ha segnato inoltre l’entrata in vigore della Legge n. 99 del 23 Luglio 2009 che riconosce 28 cent euro/kWh in tariffa omnicomprensiva per l’energia elettrica immessa in rete prodotta da biomassa e biogas agli impianti al di sotto di 1 MW; questa misura può favorire l’avvio e il consolidarsi degli impianti di biogas e di teleriscaldamento a co-generazione, nell’ottica di promuovere la produzione distribuita di energia e incentivare la diversificazione produttiva delle aziende agricole. Anche per gli impianti superiori a 1 MW di potenza elettrica, il coefficiente di 1,8 per la definizione dei certificati verdi offre margini importanti per le aziende. Rammarico invece nell’aver attribuito ai rifiuti biodegradabili e alle biomasse generiche non di filiera e/o provenienti dagli altri continenti il coefficiente di 1,3 anziché di 1,1 come
previsto in Finanziaria 2008. Viene così disatteso il principio iniziale di valorizzare le biomasse locali del territorio. Irrisolto l’enigma della filiera corta; per usufruire del coefficiente di 1,8. Gli operatori attendono da mesi il Decreto Attuativo del Ministero dell’Agricoltura in accordo alle indicazioni enunciate dalla Commissione Europea. Da ricordare che il distinguo tra gli incentivi per la filiera corta/accordi quadro previsto in Finanziaria 2008 per gli impianti inferiori al 1MW, è stato abrogato dalla Legge n. 99. Sul fronte dell’offerta, grande l’attenzione è rivolta alla definizione dei target regionali di produzione. Il Governo ha introdotto a partire dalla Finanziaria 2009, il concetto di “burden sharing” regionale, inserito nella riconversione in legge del DL del 30 dicembre 2008, n. 208 non ancora pubblicato. Il burden sharing rappresenta il primo passo verso il decentramento decisionale della politica energetica e un’assunzione di responsabilità diretta delle istituzioni regionali. Altro fattore strategico e driver di crescita è la distribuzione. Lo sviluppo della rete è una priorità dell’industria del calore da fonti rinnovabili, costretta a contrarre mutui di breve- medio periodo per ammortizzare l’onere finanziario della stessa. Il settore necessita di una politica finanziaria che favorisca la definizione di accordi quadro con il sistema bancario, capaci di promuovere fondi di garanzia, creWalter Righini, dito agevolato per garantire uno sviluppo costante delle reti Presidente FIPER e soddisfare la domanda crescente. Ciò permetterebbe agli imprenditori di ammortizzare l’investimento in un orizzonte temporale in
FIPER IN NUMERI
linea con il ritorno dell’investimento
editoriale
stesso, ed alleggerire i Bilanci dall’indebitamento di breve periodo. In giugno 2010 il Governo italiano presenterà a Bruxelles il piano di azione della Direttiva 2008/28/CE; mi auguro sia l’occasione per redigere un testo unico certo e stabile che definisca la strategia di medio lungo periodo per il comparto delle rinnovabili. Il Paese non si può permettere di perdere ulteriore tempo a colpi di emendamenti presentati e ritirati come avvenuto recentemente sulla proposta di abbassare il valore dei certificati verdi rettificata in 48 ore.
21 39 65
aziende soci Comuni soci impianti di teleriscaldamento a biomassa utenti allacciati
214.000
250 MW potenza termica 560 MW installati utenze finali 5 MW elettrici prodotti in co-generazione 740 km rete di trasmissione 40 Milioni di Euro fatturati 210.700 Tonnellate di CO2 risparmiata 62.000 tonnellate gasolio risparmiato
Fonte: Fiper - Dati Anno solare 2008
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